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Un mercato appetibile per vecchie e nuove mafie

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOIl punto di partenza di questa breve riflessione è la trasformazione del prototipo "criminalità organizzata", caratterizzato in questi ultimi anni da due linee evolutive essenziali:

1. il tendenziale affermarsi della criminalità in forma associativa;

2. il carattere transnazionale dei diversi fenomeni criminali.

L'associazione, però, non deve essere intesa esclusivamente come una struttura piramidale (in cui da una "cupola" discendono gli ordini verso la periferia) ma come un complesso di elementi disposti ad "arcipelago" dove ogni isola è legata alle altre solo da uno scopo comune e da direttive operative ampie ed elastiche. Ciò che interessa alle organizzazioni è raggiungere lo scopo; i mezzi sono lasciati alla contingente valutazione del gruppo, o della cellula, che si organizza e tenta di attuare, ognuno a suo modo, il fine comune.

Il carattere transnazionale è sempre più considerato, dalle stesse organizzazioni, come imprescindibile "attributo" di una moderna e competitiva struttura criminale.

E' il mercato, a ben osservare, a determinare la selezione naturale dei gruppi criminali e delle loro modalità operative. Come rende ben evidente Vigna, nella presentazione ad un libro (SPIEZIA- FREZZA- PACE, Il traffico e lo sfruttamento di esseri umani, Milano, 2002), parlando del mutamento degli oggetti di interesse dei mercati criminali…" se questi erano dapprima orientati - e tale orientamento non è, naturalmente, scomparso - sui beni immobili (agricoltura, edilizia, appalti di opere pubbliche) a questi si aggiungono i beni mobili: dai tabacchi, agli stupefacenti , alle armi, ai rifiuti tossici e nocivi, fino alle persone umane oggetto di immigrazione clandestina o di traffico". All'origine delle predette ragnatele di relazioni, nascenti tra gruppi criminali dislocati in diversi Stati, vi è la necessità di assicurare in modo stabile il flusso dei beni, oggetti del traffico illecito, che dallo Stato "produttore" si dirige verso gli Stati "consumatori". In questo quadro "commerciale" gli esseri umani diventano semplici oggetti di attività illecite altamente redditizie, da svolgere su due piani: quello della migrazione clandestina e quello di un vero e proprio traffico di esseri umani.

Delle persone divengono, così, oggetto di una duplice e distinta attività criminale: la prima è quella che si occupa di reperire la pregiata "materia" e di garantirne il trasporto sino a destinazione; la seconda è quella legata alla collocazione e allo sfruttamento delle vittime sui vari mercati illeciti nei territori di destinazione (prostituzione, lavoro nero, accattonaggio).

Alla luce della difficile situazione internazionale, destinata a non esaurirsi nel breve periodo a causa delle gravi e durevoli conseguenze che generalmente una guerra (seppur rapida) provoca non solo nei territori direttamente colpiti ma anche in quelli limitrofi e lontani legati da rapporti economici e commerciali, bisogna prestare attenzione a futuri fenomeni di traffico e sfruttamento di esseri umani. La materia prima di quest'ignobile mercato, infatti, è rappresentata da uomini disperati e pronti ad abbandonare, alla luce di drammatiche bugie, la propria martoriata terra d'origine per seguire mercanti senza scrupoli, spesso a prezzo dei loro ultimi averi, sempre pronti a prenotare loro dei posti in prima classe su carrette pronte a fronteggiare il mare e le sue insidie. Una guerra, sebbene ritenuta indispensabile, non è mai "lontana" e suoi terribili effetti, drammaticamente, si propagano come onde nel mare con modalità offensive spesso imprevedibili raggiungendo spiagge a prima vista impensabili .

 

Leo Stilo