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CNF: censura alle offerte legali web

formavv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOGruopon.it ed Amicacard.it sono due tra i più famosi siti internet che offrono servizi e prodotti di vario genere attirando i clienti con la prospettiva di forti sconti, evidenziati in genere in termini percentuali. I vantaggi come gli svantaggi del sistema sono molteplici: se da un lato vi è la possibilità di trovare ottime offerte senza muoversi da casa e magari di selezionare il prodotto o il servizio in base alla sua specificità piuttosto che per le indicazioni, spesso non pregnanti, degli amici, dall'altro si paventa il rischio di truffe o della non conformità del prodotto alle nostre aspettative. In particolare, offerte di prestazioni legali, oltre ad essere lesive della dignità professionale dell'avvocato in quanto affiancate alla comune merce, non consentirebbero, secondo la maggioranza degli avvocati e quindi secondo il Consiglio nazionale forense, l'instaurazione di quel particolare rapporto di fiducia personale che si concretizza nella rappresentanza processuale. Per comprendere la sensibilità dell'avvocatura rispetto a tale argomento si può ricordare la modifica dell'articolo 19 del Codice deontologico forense avvenuta in concomitanza con il decreto Bersani del 2007, che ora recita "È vietata ogni condotta diretta all'acquisizione di rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi alla correttezza e decoro", mentre prima prescriveva "[Il divieto di offrire] prestazioni professionali a terzi e in genere ogni attività diretta all'acquisizione di rapporti di clientela, a mezzo di agenzie o procacciatori o altri mezzi illeciti." Come ammesso dallo stesso Consiglio Nazionale Forense nella circolare 04.09.2006 n° 22-c, le due normative sono molto simili e dunque permane il divieto di accaparramento della clientela. A sfidare tale sistema è stato un avvocato dell'Ordine degli Avvocati di Verbania, che si è iscritto tra gli offerenti di servizi di Groupon.it e Amicacard.it. pagando un corrispettivo di 10€ quale compenso ai gestori dei suddetti siti web per essere parte della loro rete di sconti. Stanti le premesse normative e la costante opinione dell'avvocatura, la censura del Consiglio nazionale forense era quantomeno attesa. Ciò nondimeno, tale presa di posizione è l'occasione per affrontare il problema dell'offerta al pubblico delle prestazioni professionali degli avvocati e per interrogarsi circa l'attualità della normativa vigente. Se sono sicuramente condivisibili alcune perplessità sul pericolo di spersonalizzazione del rapporto tra cliente e legale per incarichi dove la reciproca fiducia ha un ruolo dirimente, bisognerebbe anche ammettere che le segretarie o i computer in automatico, quando non società specializzate come avviene per il recupero crediti, redigono gli atti posti poi alla firma dell'avvocato. Dunque, quando dell'avvocato rimane solo la firma non ha più senso parlare di contratto intuitus personae, né ha più senso vietare ad un giovane avvocato di offrire ed a un potenziale cliente di usufruire di prestazioni legali a prezzo ridotto. Tante perplessità in merito alla promozione delle proprie attività di avvocato non appaiono più giustificate come un tempo perché se da un lato esistono nuove forme per accaparrarsi la clientela, allo stesso modo il passaparola è stato superato da nuove forme di recensione dell'attività professionale.

Massimo Reboa