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Dal processo telematico al processo ordinario

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOGli Avvocati sono tanti. È una storia vecchia. Però, nessuno si sofferma a considerare quanto contributo danno gli Avvocati al PIL nazionale, anche movimentando flussi finanziari dai quali attinge risorsa un variegato "indotto" nel quale spicca proprio la figura dello Stato. Ciò è confermato anche dal fatto che una considerevole componente dei flussi finanziari che l'Avvocatura muove è costituita proprio dai pagamenti che ogni Avvocato incassa dal proprio cliente per riversarlo all'Amministrazione sotto forma di contributo unificato atti giudiziari (introdotto dal testo unico in materia di spese di giustizia, il D.P.R. 115/02), di diritti di cancelleria e di marche da bollo. Nell'attuale prassi, gli avvocati provvedono a tali versamenti mediante acquisto di "marche Lottomatica" presso rivendite di generi di monopoli, nel mentre si osserva che non sono affatto praticate dagli avvocati le alternative (modello F24 pagato per tramite bancario, ecc.) consentite dalla normativa per effettuare tali pagamenti. Nell'ambito della perseguita finalità di digitalizzazione e dematerializzazione delle attività processuali, sono state ormai favorevolmente avviate le esperienze del Processo Telematico, che hanno già manifestano le migliori evoluzioni nei settori giudiziari civile, amministrativo e tributario. Tale contesto ha costituito il proficuo "brodo di coltura" delle norme introdotte con il Decreto Legge 179/12, inerenti proprio la giustizia digitale ed i pagamenti telematici. Ciò ha sviluppato l'esigenza di consentire alla platea degli avvocati l'opportunità di fruire di forme di pagamento telematico che possano interfacciarsi direttamente con gli applicativi che gestiscono le risorse del Processo Telematico. La risorsa costituita dai pagamenti telematici ha già acquisito consistenza nell'ambito giudiziario civile, nel cui contesto é stata da tempo portata a termine -con successo- la sperimentazione e ne é stata avviata l'utilizzazione circoscritta, tuttavia, ai soli processi intrapresi secondo le modalità del Processo Telematico. È tuttavia ragionevole ritenere che il sistema dei pagamenti telematici verrà presto esteso a tutti gli ambiti processuali del settore civile e poi dilatato anche ai residui contesti del processo amministrativo e tributario. Ciò ha stimolato l'interesse degli operatori del mondo bancario (Unicredit e Bancoposta) e dei servizi forensi (Lextel), i quali si sono fortemente impegnati a fungere da "apripista", nella legittima aspettativa di radicare così il proprio posizionamento in rapporto a quel segmento di utenza interessato a tale genere di servizi. Insomma, dobbiamo crederci: anche nei pagamenti, l'avvocato telematico è già realtà!

Alessandro Graziani

Avvocato del Foro di Roma