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Dal CdM via libera a tre decreti legislativi

Il Consiglio dei ministri ha approvato tre decreti legislativi con cui si dà attuazione alla delega conferita con la legge n. 96 del 2013 per il recepimento di tre direttive dell'Unione europea volte all'adeguamento della normativa penale e processuale, da un lato, a più elevati standard di tutela dei diritti delle vittime di alcuni gravi reati e, dall'altro, al rafforzamento delle garanzie di una più consapevole partecipazione al processo dell'imputato straniero, che non conosce la lingua italiana.

Lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile

Il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2011/92/UE del 13 dicembre 2011 in materia di lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile introduce circostanze aggravanti speciali per i reati di sfruttamento della prostituzione minorile, pedopornografia e violenza sessuale in danno di minori. Si è così completato un complessivo disegno di riforma per la protezione dei minori dall'abuso e dallo sfruttamento sessuale.

Prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e protezione delle vittime

Il decreto legislativo che attua la direttiva 2011/36/UE del 5 aprile 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, definisce le condotte di tratta di esseri umani e meglio si raccorda con la disposizione di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù. Altra misura significativa è costituita dalla tutela indennitaria per le vittime estendendo le finalità del Fondo per le misure anti-tratta. La normazione penale interna garantisce già una seria repressione di questi crimini, avendo già provveduto ad inasprire l'efficacia del fenomeno delle c. d. "nuove schiavitù".

Diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali

Il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2010/64/UE del 20 ottobre 2010 sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali estende il diritto di difesa dell'imputato all'assistenza di un interprete e garantisce l'assoluta gratuità del servizio reso dall'interprete e dal traduttore.