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Attualità

Pontina is not the way!

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOSono ormai anni che si accenna all’idea di creare una metropolitana di superficie che permetterebbe il collegamento di Roma con Pomezia e Ardea.  Infatti, ogni giorno, moltissimi pendolari  affollano con i loro autoveicoli la via Pontina e la via Laurentina, a causa degli scarsi mezzi di trasporto pubblico, aumentando così sempre più il traffico e l’inquinamento dell’area.
Il 26/01/2011 il Consiglio Regionale del Lazio aveva discusso sulla possibilità di tale opera, e Angelo Bonelli (Verdi) aveva sostenuto in tale occasione che : “Occorre favorire la realizzazione della linea di metropolitana di superficie Roma-Pomezia-Ardea su tracciato parallelo a quello dell'attuale via Laurentina che salvaguardi le aree naturali protette limitrofe, stanziando fondi per la progettazione preliminare di tale opera, da sottoporre a Verifica Ambientale Strategica, e inserirla nel quadro complessivo Piano Trasportistico Regionale"
Maurizio Perazzolo (Lista Polverini) ha in tale occasione sottolineato che: "Un'opera del genere faciliterebbe moltissimo la vita". Speriamo che, i validi progetti non restino solo parole, a discapito delle varie migliaia di laziali che hanno già trascorso fin troppo tempo nelle loro automobili.

Elettra Monaci


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Il codice giustizia on-line

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOhttp://www.tutticodici.it/

Nonostante l'impostazione grafica che rende difficilmente godibile i contenuti, il sito offre codici e sentenze aggiornati, pur senza indicare la data. Altri siti, meglio impostati graficamente, offrono le stesse informazioni con funzionalita' di ricerca piu' evolute.
Il sito e' soprattuto una vetrina dei prodotti venduti on line.
Bella l'iniziativa delle sentenze di Cassazione "in ordine alfabetico" cioe' catalogate. Utili anche le massime di Cassazione dell'anno 2000 ma anche qui la consultazione di pagine lunghissime pregiudica la qualita' dei contenuti provenienti dal massimario. La quarta si concentra, infine, sull´ausilio alla didattica.

Aspetto: @@@ Contenuti: @@@@ Navigabilità: @

 


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La viabilità nella città di Roma

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOCome mai ogni volta che miracolosamente si riesce ad asfaltare un tratto di strada urbana o extraurbana, in qualità di pedoni o di automobilisti, bisogna attendere mesi, o in casi fortuiti settimane, per riuscire ad avere la segnaletica orizzontale dipinta sulle nostre carreggiate? Sembra una questione di poco conto, ma nei momenti di scarsa visibilità (notte, nebbia, pioggia e quant’altro) queste segnalazioni sono un aiuto fondamentale per il buon andamento dei nostri lunghi o brevi tragitti.
Di conseguenza i casi sono due: o la segnaletica è soltanto un abbellimento delle nostre strade oppure al pari dell’asfalto essa è di importanza fondamentale per la sicurezza stradale.
Consiglio ai suddetti enti una campagna di informazione alla cittadinanza sull’uso della segnaletica orizzontale, in quanto è diventato ormai difficile convivere con automobilisti che non ne conoscono più la funzione, vedi i tagli modello formula uno delle curve o il non rispetto delle strisce pedonali.
Post scriptum: Non scordiamoci i catarifrangenti, ormai specie rara in quanto mietuti in primavera dalle falciatrici, che si usano per pulire i cigli delle strade.

Elettra Monaci


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Aspetti morali e giuridici dell'oncologia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOL’ipetermia nella cura dei tumori.
Quotidianamente capita, a me e alla mia équipe, di essere interpellati per decidere il percorso terapeutico da pazienti affetti da tumore non più controllabile con le terapie tradizionali (chemio e/o radioterapia ).
E’ triste e grave che nel 75% dei casi ci viene descritta dai Pazienti stessi, già provati da esperienze cliniche spesso devastanti, la condanna da parte di molti oncologi che può essere sintetizzata nella frase: o chemio o niente, con previsioni di morte a scadenze prefissate, con sole prescrizioni di morfina a vari dosaggi, con proposte di terapie sperimentali dall’esito incerto e, spesso a nostra esperienza, demolitive.
Esiste nella panoramica terapeutica italiana, e non solo, una scuola di terapie ufficiali che si basano su concetti biologici consolidati dalla bibliografia mondiale .Tra queste l’ipertermia costituisce un ruolo fondamentale nel trattare pazienti non più rispondenti alla chemioterapia  tradizionale e ciò particolarmente è assai utile nel potenziare la stessa chemio e la radioterapia quando si inizi un cammino così delicato come è la terapia dei tumori inoperabili .
La chirurgia  rimane sempre la via iniziale da intraprendere spesso anche con risultati definitivi , ma se la malattia non può essere eradicata totalmente, un corretto approccio multidisciplinare  che non abbassi le difese immunitarie, come spesso accade, può rendere  più lunga la sopravvivenza e migliorare il “performance status”.
L’ipertermia capacitiva dall’esterno potenzia gli effetti della chemio e della radioterapia, non ha effetti collaterali  e aumenta le difese immunitarie e spesso l’oncologo tradizionale non lo sa o per scarsa informazione scientifica o per pigrizia a cambiare i protocolli dettati  dalla case farmaceutiche .
E questo è grave anche perché molti pazienti  riferiscono che l’oncologo è contrario spessissimo
ad associare l’ipertermia ad  altre terapie in una sorta di proprietà privata del paziente  al quale spesso, anche non considerando lo stato di debolezza psicologica, si minaccia di sospendere la chemio se associata alla termo o si spostano le terapie diverse dalla chemio o a quando questa non faccia  più effetto o abbia stremato i Pazienti o ancor più grave si terrorizza il Paziente dicendo che l’ipertermia è dannosa .
Tutto ciò fa riflettere e i Medici, gli Avvocati e i Giudici sapranno certamente come approfondire se nel P.te neoplastico sia stato  fatto tutto il possibile per prolungare la vita ai P.ti stessi.
Se è possibile, questo è eticamente indispensabile in linea  con le decisioni dei Medici che lottano al massimo per la vita! Sarà utile verificare se siano state compiute terapie mediche e chirurgiche ufficiali senza prima rivolgersi alle terapie sperimentali di incerto e spesso devastante risultato.
All’inaugurazione  del VI Corso di Perfezionamento in Ipertermia Clinica del Policlinico Universitario di Tor Vergata diretto dal Prof. G.M. Pigliucci, quest’ultimo e il Prof. Francini, Ordinario Oncologo dell’Università di Siena,  hanno puntualizzato la fondamentale importanza clinico-scientifica dell’associazione chemio-ipertermia, mettendo in evidenza altresì come la chemioterapia isolata, come spesso viene praticata, può diventare di nocumento qualora non sia ben pilotata e ben accompagnata da terapie che  proteggano l’organismo dagli  effetti collaterali .
Dal canto suo il Prof. Roberto Volpi, Urologo (Ospedale  S. Camillo di Roma ) ha  brillantemente esposto la fondamentale importanza in urologia dell’associazione delle terapie tradizionali con le terapia Ipertermia, nell’ottica virtuosa di ridurre l’invasività chirurgica quando questa non risulti radicale e di rendere sempre più ampia la possibilità di migliorare le prospettive di vita e di benessere dei P.ti urologici affetti da neoplasie in operabili.

Prof. Giuseppe M. Pigliucci*

Professore di Ruolo Università Tor Vergata Roma


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Indirizzi IP in esaurimento

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLONel 1978 Vint  Cerf, uno dei fondatori della rete internet non poteva prevedere che 4,3 miliardi di indirizzi IP sarebbero un giorno stati insufficienti. Aggiungi un appuntamento per oggi, trent’anni dopo, la scorta di indirizzi è ufficialmente esaurita.

L'allarme è stato lanciato dall'Arin, in una speciale cerimonia a Miami, dall'organizzazione che gestisce l'assegnazione degli indirizzi Internet ha distribuito gli ultimi indirizzi Ipv4, mettendo in mostra quanto il web sia ormai diventato parte integrante e pervasiva della vita moderna. Il problema della saturazione dell'IPv4 era già stato sollevato in passato, con previsioni che parlavano di un esaurimento nel 2016 per gli indirizzi assegnati ma non allocati, e del 2023 per un esaurimento completo. Arin è l'organizzazione che fornisce gli indirizzi Ip in Nord America e ha quattro "sorelle" che coprono altre regioni: la Lacnic per l'America Latina ed i Caraibi, l'Afrinic per l'Africa, l'Apnic per l'Asia e il Pacifico e, per l'Europa e il resto del mondo il RipeNcc.  Per far fronte al potenziale collasso servirà un passaggio in massa al sistema successivo, l'IPv6. Proprio questo è il protocollo di ultima generazione che dovrebbe risolvere una situazione ormai vicina al crollo.

Garantisce infatti l'esistenza e la gestione di una quantità di indirizzi fissi pressoché illimitata. Fino ad oggi abbiamo utilizzato (e continuiamo ad utilizzare) un protocollo internet denominato IPv4, il quale è in grado di garantire un numero massimo di 4.3 miliardi di indirizzi IP. Gli indirizzi IP, un po’ come accade con i numeri di telefono e i telefoni, sono associati a ciascun computer affinché questo si possa collegare alla Rete. Ma la saturazione della rete è ormai realtà, e non ci sono più numeri da assegnare ad ogni dispositivo connesso al web. Si perché non si tratta solo di pc, dato che ad accedere al web sono molteplici apparecchi, come ad esempio le chiavette internet, che sono cresciute a dismisura insieme a smartphones e dispositivi in generale adatti per la connessione mobile.

Ogni computer, smartphone e server Web ha bisogno di un indirizzo Ip -- una stringa di numeri che identifica ogni singolo dispositivo -- per potersi connettere a internet. Ma con l’attuale sistema di numerazione le sequenze disponibili erano “solo” 4,3 miliardi, e con la quantità enorme di dispositivi connessi, si sono ormai esaurite La nuova soluzione del protocollo IPv6 serve proprio ad espandere lo spazio sul web.

Se lo spazio garantito dallo standard IPv4 fosse paragonato ad una palla da golf, lo spazio dell'IPv6 sarebbe grande quanto il sole, ci sono 340 "decilioni" (miliardi di miliardi) di indirizzi IPv6 disponibili, inoltre gli esperti continuano a ripetere che il passaggio sul nuovo indirizzo Ip sarà indolore. Tutti i sistemi operativi e gli hardware moderni supportano l’IPv6, quindi, in teoria, potremmo già iniziare ad usarlo. Se non fosse che quelli non ancora pronti (o non ancora tali in maniera ufficiale) sono le aziende che ci forniscono la connessione ad Internet e i colossi del Web, che non hanno ancora fatto il “grande passo” verso l’IPv6.

Proprio per questo motivo l’8 giugno è stato indetto il World IPv6 Day.  In questo giorno i principali siti web a livello mondiale migreranno con la loro piattaforma sul nuovo indirizzo, siti come Facebook, Google e Yahoo (Bing) proveranno per la prima volta ad utilizzare il nuovo protocollo con il rischio, abbastanza concreto, di andare incontro a qualche momento di down e a qualche disservizio per gli utenti.

Diego De Gioiellis


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