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Costume

Wunderbar Berlin

Scendiamo a Yorckstrasse o sulla Friedrich? Dal mercato di Maybach Ufer col suo lungocanale picchiettato di giovanissimi al mercato di Winterfeldplatz, dalla visita al Bundestag che merita, anche se siamo stati un’ora e mezzo in fila prima di passare ai controlli ma li vale tutti, al monumento all’Olocausto che il sole rendeva meno grigio, dal checkpoint Charlie alla Porta di Brandeburgo e al quartiere di Kreuzberg, con la vivacissima Bergmanstrasse, da Lichterfelde tra case fine ‘800 a Posdamer Platz, con la sua cupola avveniristica che quando esci dalla metro ti sembra di essere a Manhattan ...

E’ bella, Berlino. Indimenticabili gli Hackescher Höffe nel Prenzberg, una serie di cortili comunicanti nell’ex Berlino est, restituiti a nuova energia da gallerie, boutique e caffè, il piacere dell’occhio, e tanti fiori dovunque, Berlino è piena di Blumen ...

Si parla inglese quasi dappertutto, ma se ti imbatti in qualcuno che parla solo tedesco vuol dire che viene dall’est.

A loro impedivano lo studio delle lingue, semmai conoscono il russo, ma per quello possono attendere ...

Dal Wannsee, con case che definire meravigliose è ingiusto, al Tiergarten che col suo green carpet ti accompagna nelle passeggiate in centro, dal romantico Morlake al Glienicke Brücke, dove avveniva lo scambio delle spie, fino a Pozdam e al Castello di Sans Souci ... Che meraviglia.

Sembra di essere in un film, come quando sei a New York o a Parigi ... E lo Charlottenburg Schloss con il primo parco prussiano con i giardini all’italiana?

Non dimenticare Samovar, il ristorante russo d‘à côté, ma neanche Oma Brinks a Lichterfelde.

I berlinesi mangiano fuori, e a livello di comunicativa non sono il massimo, non si può avere tutto. E in metro trasportano le bici, è pieno di bici a Berlino.

Metro e bus costano il doppio, però la rete funziona magnificamente e se il cartello indica che alle 10.45 passa il treno ... stacci!!

Dimenticavo: musei gratuiti il giovedì dalle 18 alle 22 e il Pergamon è veramente fantastico! Che aspetti a prenotare?!

 

Rosanna Scimia

 

 


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La Galleria Tondinelli

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOLa Galleria Tondinelli, fin dalla sua costituzione, si è dedicata alla promozione e valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea, in Italia e all’estero.

 

La Galleria Tondinelli, fin dalla sua costituzione, si è dedicata alla promozione e valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea, in Italia e all’estero. Sono molteplici, infatti, le collaborazioni con ambasciate e istituti diplomatici per la promozione di artisti stranieri in Italia al fine di favorire scambi culturali internazionali per valorizzare artisti italiani all’estero. Il core business della Galleria Tondinelli è la promozione qualificata dell’arte moderna e contemporanea in spazi pubblici. La Galleria Tondinelli ha curato, per conto della fondazione culturale della multinazionale 3M, nel maggio 2003, l’organizzazione generale della presentazione ufficiale dell’artista Loredana Raciti alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia con una mostra e un catalogo edito per i tipi di ELECTA. Tra le ultime mostre la galleria ha realizzato sotto l’Alto Patronato della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa con Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma la mostra “Oltre. Indagini della dimensione metafisica nell’arte del XXI secolo”.


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Intervista a Paolo Giordano, autore del Premio Campiello Opera Prima 2008

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOPer una serie di coincidenze poco favorevoli sembrava non ci dovessimo incontrare, gli orari e i tempi non coincidevano e i mezzi tecnologici di comunicazione sembravano in sciopero. Ma una sana imprevedibilità e temerarietà italiana unita ad un pizzico di fortuna alla fine ha ribaltato la situazione ed eccomi là, seduta al Caffè Metropolitan di New York , Paolo Giordano che entra e mi dice:- "Eri tu che mi stavi cercando vero?" - "Non ci speravo più, ma sono venuta sperando di incontrarti."

Ed eccoci là a parlare del suo libro "La solitudine dei numeri primi" che ha vinto nel 2008 il Premio Campiello Opera Prima e a seguire molti altri e che quasi da subito ha valicato i confini dell'Italia.

D. Ho letto il tuo libro appena è uscito e ne sono rimasta colpita, soprattutto per quanto sei "entrato" nei personaggi; come hai fatto questo percorso, la tua vita da matematico in qualche modo ti ha aiutato sei molto analitico di natura.

R. Credo che lo strumento principe per ogni scrittore, almeno per me, sia l'empatia: proprio lasciarsi guidare assolutamente dall'empatia. E poi sì sono una persona molto analitica, tendo ad esserlo un po' in tutto, un modo per rendere le cose più facili, schematizzare, incasellare, ma in realtà trovo più difficoltà a gestire la scrittura sulle cose esteriori che sull'intimità e la personalità dei personaggi che è la cosa che mi interessa di più.

D. Ho notato in te la cura del dettaglio, paragonabile a quella dei pittori iperrealisti..

R. Questo viene anche un po' dalla fisica, dalla matematica, la cura del dettaglio, l'ossessione del dettaglio. Quando riesci ad essere estremamente preciso su qualcosa, però devi essere estremamente preciso, se rimani su una precisione di facciata è la cosa peggiore, perché ammazza l'emotività e diventa solo cavilloso, invece se riesci ad essere estremamente preciso sugli oggetti, sui gesti, allora quello scatena una serie di connotazioni che anche gli oggetti hanno, che i dettagli hanno..

C' è un' unica micro dichiarazione di poetica che faccio nel libro, a un certo punto parlo di Viola l'amica di Alice e dico che lei sa che nella precisione del dettaglio c'è tutta la violenza e si scatena tutta la potenza di una storia, e io penso che sia così.

D. Come sei arrivato dalla fisica alla scrittura e quanto secondo te il sapere è connesso?

R. Secondo me è connesso perché sono entrambe indagini, però il campo è diverso, il linguaggio dell'indagine è molto diverso, una è dal dentro al fuori e una è dal fuori al dentro. Io penso che la connessione primaria per me sia stata un certo tipo di soddisfazione che c'è nella creazione con la scrittura e che cercavo anche nella matematica .. quel grande senso di pace che ottieni quando hai finito un conto o quando hai fatto una semplificazione matematica o quando hai finito una pagina.

D. Come arrivi a sapere che la pagina ti ha dato pace, che è a posto?

R. Non mi dà quasi mai pace però arriva a un punto in cui tu sei estremamente incatenato e quindi mi rendo conto che se cambio un pezzo mi crolla troppa roba e allora quello di solito è il punto, il momento in cui tutto si tiene in piedi.

D. E' una specie di alchimia.

R. Sì, di miniatura, di modellismo.

D. Per quanto riguarda il finale del tuo libro. È stato dettato un po' da un filo logico che ha seguito il profilo psicologico dei personaggi?

R. La coerenza, nel senso che ogni volta che ho cercato di forzare la mano verso un lieto fine tout court mi rendevo conto che era disonesto, anche perché il dolore dei personaggi era talmente ormai in loro, che se uno glielo estirpava, li ammazzava, in un certo senso.

D. Hai conosciuto persone con questo tipo di problema nella tua vita?

R. Di ragazze sì, di ragazzi no, quello è tutto frutto .. in realtà io non avevo neanche idea che ad esempio il fatto di tagliarsi fosse così "di moda", l'ho saputo poi dopo la pubblicazione del libro che è un fenomeno veramente crescente, però per me era una cosa talmente bizzarra che...

E' un po' inquietante. Adesso poi c'è questo fenomeno dell'anoressia anche per i ragazzi, è un aspetto un po' trascurato però c'è.

D. C'è un po' una uniformazione dei sessi e una trasmigrazione dei problemi..

R. Sì direi di sì.

D. Vuoi aggiungere qualcosa sul tuo libro o su di te che non ti ho chiesto?

R. No, aggiungi tu.

E allora aggiungo che "La solitudine dei numeri primi" è un romanzo che getta luce sui difficili problemi dell' anoressia e delle nevrosi autolesioniste, capace di entrare nella mente dei personaggi ed esprimerci i loro pensieri e le loro difficoltà, cosa altrimenti difficile in quanto la loro difese li portano a nascondere e a tacere più che ad esprimere, e ci offre degli spunti per entrare in contatto con persone simili usando approcci nuovi, se lo vogliamo. E infine non posso che aggiungere che Paolo Giordano è una persona simpaticissima, piacevole , cortese e che sta meritando il successo che riscuote...

 

Anna Gorrieri

               


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Al via la prestigiosa manifestazione degli operatori del diritto

Si chiama Golf Forense ed è la manifestazione golfistica alla quale fanno capo gli operatori del mondo del diritto, e non solo, che si cimentano sui green della Capitale. Gli ingredienti che hanno reso il Torneo un vero e proprio “must” sono un mix di sport, organizzazione, mondanità, stile e impegno, perfettamente sposati con l’esperienza nel campo della comunicazione e dell’associazionismo conquistata negli anni dall’ideatore di questo rivoluzionario prodotto, l’Avvocato Nicola Colavita, già Presidente dell’Associazione Forense Emilio Conte - nata nel 2004 su idea dell’Avv. Carlo Priolo ed intitolata alla memoria dell’indimenticato Emilio Conte, maestro di vita e di diritto, nonché padre dell’Avv. Antonio Conte, attuale Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Abbiamo voluto incontrare l’Avv. Nicola Colavita, fondatore del Golf Forense, che con la sua esplosività comunicativa, ha letteralmente stravolto i rigidi cliché che hanno sempre circondato l’ingessatissimo mondo delle gare di golf.

Allora Avvocato Colavita, come nasce l’idea del Golf Forense? Lei è un appassionato di questo Sport?

“Tutt’altro. Al contrario di quanto si possa pensare non l’ho mai praticato. L’idea del Golf Forense nasce nel 2005.

Allora facevo parte della Commissione Sportiva dell’Ordine degli Avvocati di Roma e notai e tra tutte le attività sportive presenti mancava il Golf. Fu allora che proposi all’Avv. Antonio Conte –all’epoca era il consigliere dell’Ordine responsabile di quella Commissione – di organizzare un Torneo di Golf dedicato esclusivamente agli avvocati. L’idea piacque, l’Ordine degli Avvocati di Roma avallò questa iniziativa e da allora è cominciata questa avventura, giunta alla sesta edizione e che oggi ha assunto dimensioni allora difficilmente immaginabili”.

Oltre agli Avvocati nel corso degli anni il Golf Forense ha aperto le porte ad altre categorie professionali: notai, magistrati, commercialisti e da ultimo anche medici. Come mai?

“Perché la nostra è una professione molto relazionale, anzi direi che in buona parte vive, si nutre di relazioni. Sotto certi aspetti l’Avvocato è un po’ imprenditore di se stesso. Il Golf dal canto suo è uno sport che consente di coltivare le pubbliche relazioni perché permette di condividere il green per ore con altri giocatori. Unire diverse categorie professionali è stata la conseguenza logica a questa considerazione. Avvocati, notai, magistrati e commercialisti appartengono alle categorie forensi, sono per così dire “operatori del diritto” nell’accezione più ampia del termine. I medici invece sono una categoria professionale che si lega molto bene, sotto il profilo delle relazioni professionali, a quella degli avvocati. Tra medici e avvocati ci può essere un ottimo scambio professionale.

E come gli avvocati sono una categoria di “operatori del diritto”, così i medici sono un po’ gli “operatori della salute”. E la salute se non sbaglio è un diritto costituzionalmente riconosciuto . . .”.

Come si svolgerà quest’anno il Golf Forense?

“Sono previste quattro tappe: 1 maggio Parco di Roma Golf Club, 15 maggio Golf Roma Acqua Santa, 18 settembre Arco di Costantino Golf Club e 23/24 ottobre all’Olgiata Golf Club, circolo che ospiterà la tappa di chiusura”.

Quali Istituzioni sono presenti nel Golf Forense oltre all’Ordine degli Avvocati di Roma?

“Oltre al nostro ordine ed alla Federazione Italiana Golf, anche altre Istituzioni sono presenti nel Golf Forense: l’ adesione del Presidente della Repubblica, i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Giustizia, il Tribunale Ordinario di Roma e da ultimo anche l’Ordine dei Medici di Roma”.

Non manca nemmeno l’attenzione per il sociale: da qualche anno il Golf Forense offre il proprio sostegno all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Lo farà anche quest’anno?

“Assolutamente si. Anche quest’anno concorderò con la Dott.ssa Cinthya Russo, responsabile per la raccolta fondi dell’Ospedale, il tipo di intervento per sostenere questa importantissima struttura”.

Diritto, sport, associazionismo, professionalità, pubbliche relazioni, comunicazione, e attenzione per il sociale: benvenuti nel pianeta Golf Forense…


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Solidarietà...una causa da non perdere

In occasione del Santo Natale è stato organizzato uno spettacolo di beneficenza al Teatro Quirino il 15 dicembre alle ore 21.00 dal titolo: “Un tocco… di solidarietà, ovvero…
una causa da non perdere”.
Si tratta di un format già sperimentato in passato, che ha avuto molta fortuna sin dalla sua prima messa in scena al teatro Brancaccio nel 1997.
Un varietà garbato ed al tempo stesso brillante, messo in scena dall’associazione culturale forense “Avvocati alla ribalta” e che ha come particolarità principale, quella di avere come protagonisti solamente avvocati, professionisti nella vita come nell’arte, alcuni dei quali con un lungo percorso teatrale alle spalle, come ad esempio Remo Pannain, prestigiatore conosciuto a livello internazionale e Maurizio Zanchetti, noto baritono.
Tra gli ospiti d’onore saranno presenti anche Max Gazzè con la sua musica e Demo Mura ed il suo cabaret. La serata sarà di beneficenza mirerà a ricavare fondi utili alla Fondazione “Cure Thalassemia”, del Dott. Pietro Sodani e di Eugeniio La Mesa , che si propone di curare i bambini affetti da talassemia nel Sud dell’India ove ogni anno nascono circa 13.000 bambini affetti da questa patologia e ne muoiono 10.000 per mancanze di cure.
L’obbiettivo è quello della creazione di un ospedale in loco, dove sarà possibile effettuare il trapianto di midollo osseo, unica soluzione possibile a tale tipo di malattia.
L’evento ha anche ottenuto il Patrocinio del ministero degli Affari Esteri e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, il tutto coordinato dall’Avv. Samantha Luponio.

Samantha Luponio


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