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Lazio

Una cartolina per...le copie di cortesia


Una "cortesia" che diventa un obbligo. La riforma che ha introdotto il processo civile telematico nel nostro paese era nata con l'intento di era stata introdotta per snellire il traffico nelle cancellerie, eliminare il costo della carta e agevolare gli addetti ai lavori, sia magistrati sia avvocati. Tuttavia non è ancora così. Infatti, nonostante le proteste da parte dell'avvocatura, che ha detto no alla copia di cortesia, ritenendola inutile e superflua in un sistema dove ormai si lavora esclusivamente per via telematica, ed l'annuncio del 6 agosto us. del Ministero della Giustizia, di un regolamento ad hoc «che detterà alle cancellerie le regole per le modalità di acquisizione e conservazione del materiale cartaceo ed indicherà in maniera esplicita che le 'copie di cortesia' oggetto dei vari protocolli non saranno più gestite e accettate dalle cancellerie», in molti Tribunali la cortesia si tramuta in obbligo. La dimostrazione è una recente ordinanza (14.09.2015) del Tribunale di Roma – Sezione fallimentare, con la quale, il giudice delegato per l'istruzione del procedimento prefallimentare, visto l'art. 16 – bis comma 9, del d.l. n. 179 del 2012, convertito convertito con legge n.221 del 2012, ordina al ricorrente di consegnare al cancelliere, prima dell'udienza di discussione, copia in forma cartacea: del ricorso introduttivo (una per ciascun componente il collegio) dei documenti offerti in comunicazione con il ricorso unitamente a specifico indice descrittivo di ciascun documento. Insomma, si è introdotta una novità, peraltro epocale, e il "sistema" non è ancora pronto? La diatriba c'è, sarà il Ministero, così come ha annunciato, a risolverla?

Carmen Langellotto


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Una cartolina per..il mercato di Piazzale degli Eroi

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOAmbulanti in massa che occupano i marciapiedi vendendo roba trovata rovistando nei cassonetti. Un degrado assoluto e indegno della capitale di un paese del G8 e comunque capitale mondiale della cultura e della storia. Da tempo, ormai, decine di uomini e donne rom vendono la loro merce scelta accuratamente tra i cassonetti dei quartieri più vicini. Sui teli stesi per terra si trova di tutto: camicette, maglioni, pentole, vasi, tazze, scarpe ma anche farmaci, trucchi, spazzole, mollette. Alcuni si fermano, dubbiosi, altri incuriositi. Gli oggetti e i capi d'abbigliamento partono da cinquanta centesimi in su. Ma quello che fa più paura - è l'allarme igienico-sanitario, perché si tratta di merce presa tra i rifiuti. L'emergenza ambulanti fra Prati e il Vaticano non si arresta. Per non parlare poi dei furgoni o furgoncini - spesso con targa straniera - piazzati in doppia fila con tutta la mercanzia all'interno, che creano inevitabilmente un vero e proprio imbuto e levano parcheggi a chi deve invece recarsi all'ospedale per necessità. Tanto le multe notificate tramite consolato non vengono nemmeno pagate e così questi fanno come gli pare! Tante sono le denunce arrivate alla Commissione capitolina alla Sicurezza. Il problema nomadi è stato gestito con delle grosse carenze con costi stratosferici, addirittura raddoppiati rispetto alle passate amministrazioni. Non comprate quegli oggetti, solo così possiamo fare un primo passo per fermare questo fenomeno! Se ne parla dal 2012 ed é stato cavallo di battaglia bi-partisan dell'ultima campagna elettorale. Perché il caso torni sotto i riflettori dobbiamo aspettare le politiche del 2018?

Amedeo Leone


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Una cartolina per...la giustizia

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOSospensione dei Termini Feriali

"In un momento in cui si chiede a gran parte della pubblica amministrazione un salto, credo che la magistratura, che ha una sicura peculiarità rispetto al resto della PA, possa dare una disponibilità a questo tipo di ragionamento, magari anche correggendo il metodo seguito e ripristinando anche un confronto. Mi sembrerebbe sbagliato, tanto perché è stata fatta una proposta di riforma che è un po più ampia rispetto a questo semplice punto, quanto per la magistratura che ritengo non si muova solo per questo, concentrare la discussione solo su questo aspetto". Questa la chiosa finale al programma di Canale 5 La Telefonata del Ministro Orlando sul tema caldo della riforma della giustizia, che ha creato fibrillazione tra i magistrati soprattutto per la proposta di modificare la sospensione feriale da 45 a 30 giorni. Ora è vero che la pubblica amministrazione va riformata, che i tempi della giustizia italiana sono per così dire biblici (i.e di norma un processo civile nel nostro paese dura circa il 30% di tempo in più rispetto agli altri paesi europei) ma é anche vero che molti magistrati sono in vacanza per modo di dire; utilizzano infatti le ferie per scrivere le sentenze in arretrato. Forse il metodo va corretto, ma il sovraffollamento delle carceri così come le tempistiche processuali del nostro Bel Paese sono peculiarità che non possono essere cambiate con la politica delle slides. Prima si trovino strumenti per la riforma, per snellire le code in tribunale per far sì che il PCT (i.e. Processo Civile Telematico) sia il vero punto di partenza per la digitalizzazione ed informatizzazione della classe forense e della Magistrature e per ottimizzare le tempistiche processuali. Se le carceri sono sovraffollate lo stesso lo sono i Tribunali per mancanza di infrastrutture adeguate e di strumenti che permettano un decorso, per così dire, fluido delle pratiche civili e penali. Non gettiamo la croce sui Magistrati, che comunque sono solo l'ultimo prodotto di un sistema che, aihmé, non funziona e va oliato. Gettiamo la croce sull'immobilismo e sulla scarsa tempestività della classe politica italiana che vuole fare le riforme ma manca degli strumenti per farlo. Non guardiamo sempre al prodotto finale, ma analizziamo l'equazione che porta a questo risultato! I tagli e le modifiche servono, ma d'altro canto viviamo nel paradosso in un Paese in cui per avere un giusto processo ci vanno due legislature! Per mancanza di strumenti ed infrastrutture adeguate...

Amedeo Leone


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Regole per una cultura uniforme

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLONon si pretende la pulizia svizzera o norvegese ma la condizione pulizia in cui versa il i XVII municipio é, per così dire, rimandata a settembre. La "monnezza" lasciata a macerare vicino ai bidoni durante i week-end cui si aggiungono i rifiuti accatastati al di fuori degli appositi raccoglitori depredati durante la settimana dagli sfortunati avventori senza casa, cui farebbero sicuramente comodo gli 80 euro al mese paventati dal nuovo governo Renzi, rendono il quadro allarmante o quantomeno complicato. Il tessuto socio-economico di una città e di una nazione si capisce anche da queste piccole cose soprattutto quando in quasi tutto il resto del "Bel Paese" ci sono altri modelli di smaltimento,aihmé, più funzionali e moderni connessi a centri raccolta all'avanguardia. Uniformare l'Italia anche in queste aspetti sarebbe essenziale per raggiungere l'unità socio-culturale che é molto più importante di quella geografica. Non siamo più l'Italia dei comuni ma l'Italia... L'educazione civica inoltre dovrebbe essere insegnata nelle scuole per creare un tessuto sociale e una nuova generazione consapevole e rispettosa dell'ambiente in cui si vive per una tutela degli spazi pubblici condivisi. Questo é purtroppo un aspetto cui nessuno pensa ma che va pensato. Un decalogo di "buone pratiche" per il cittadino di quartiere sarebbe sicuramente un bel passo in avanti ed un bell'atto di amore e senso civico verso la città ed i cittadini.

Amedeo Leone


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Emergenza rifiuti

avv. Romolo Reboa, avv. Reboa, Romolo Reboa, Reboa, Romolo, Ingiustizia la PAROLA al POPOLO, la PAROLA al POPOLOL'emergenza rifiuti del Lazio inizia (ad essere avvertita) nell'ormai lontano 2000, con la previsione di un Commissario straordinario apposito, e dall'inizio del nuovo millennio non si è mai conclusa, tornando ciclicamente ed inesorabilmente ad occupare le prime pagine di quotidiani nazionali e non. Colpa certamente di quella "politica delle discariche", così è stata ribattezzata dalla Commissione europea nel dossier presentato nel febbraio 2013, che ignora le conseguenze sociali ed ambientali ed a lungo restia dall'avviare un serio progetto di raccolta differenziata. Il dossier critica anche la mala gestione della discariche del Lazio, lasciata principalmente nelle mani di un'unica società privata. In questi giorni la situazione nella città capitolina è critica, in particolare le periferie sono ancora sommerse dai rifiuti. Secondo il sindaco Marino la situazione dovrebbe tornare alla normalità in un paio di mesi e l'obiettivo per i prossimi anni sarà quello di avviare una diversa politica del rifiuto, che mira in prima battuta al suo riuso e riciclo e solo come extrema ratio allo smaltimento nelle discariche, così come ci impongono gli standards europei. Insomma meglio tardi che mai, nel frattempo i cittadini dovranno fare i conti con le conseguenze dei tanti ritardi della politica.

Elettra Monaci


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